Il Medioevo
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Le notizie certe che possediamo di Cherchedue della sua Chiesa di San Nicola
arrivano fino al 1445.
Da alcune schede del Codice di Sorres si deduce agevolmente che fino ad allora la chiesa di San Nicola
apparteneva ancora a Cherchedu, e sembra essere ancora ben distinta dalla chiesa di Siligo. Il quartiere
settentrionale di Siligo, corrispondente alla parte alta dell’odierno abitato, è tutt’ora chiamato
“Borgo San Nicolò” o, come preferiscono i suoi abitanti, “Su Burgu”.
E’ antica e costante tradizione in Siligo che questo fosse il nucleo primitivo del paese e che qui sorgesse
l’antica chiesa di San Nicola o San Nicolò, oggi completamente scomparsa, ma della quale, a detta del canonico
Spano, rimanevano ancora scarse rovine al suo tempo (seconda metà del secolo XIX).
In realtà, più che il nucleo originario di Siligo, “Borgo San Nicolò” dovrebbe essere l'originaria ubicazione del
centro demico di Cherchedu il quale verso il 1442 – 1445 non fu abbandonato ma, come giustamente osserva Giovanni
Deriu, piuttosto inglobato da Siligo. E' probabile che gli abitanti di questo villaggio (per ragioni non note)
dopo averlo abbandonato si trasferirono in quello di Cherchedu adottando la chiesa di San Nicola come propria parrocchiale.
Si può quindi concludere che il borgo continuò ad esistere ma unito a Siligo. Di esso è rimasta memoria grazie al
toponimo di “Borgo San Nicolò” o, meglio, di “Carrela e su Burgu” (strada del borgo) a indicare che in quel luogo
sorse il piccolo borgo di Cherchedu.