Siligo

  Il Medioevo

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Dell’esistenza della villa di Capula si hanno notizia fino al 1442 circa. Nel 1445, quando il feudo fu assorbito dalla baronia di Ploaghe, il villaggio era probabilmente già abbandonato e probabilmente fu ricostruita più a valle con il nome di Villanova Montesanto. Di questa Villanova, la cui presenza attestata nelle fonti storiche è imprecisa e discontinua, si ha la certezza che nel 1489 fece parte della baronia di Ploaghe insieme a Siligo e Banari.
Il Vico e lo Spano sostengono che questa villa prese il posto dell’antico borgo e del castello di Capula posto nell’area oggi compresa fra l’omonima fonte (Biddanoa) e la chiesa campestre di San Vincenzo Ferrer, a circa due chilometri da Siligo. A Siligo si racconta ancora oggi che il villaggio di Villanova Montesanto venne abbandonato a seguito di una pestilenza o per paura dei briganti che avevano il loro rifugio a Monte Santo verso il 1652-1655.

Alla formazione dell’attuale Siligo contribuì in maniera decisiva il piccolo borgo di Cherchedu o Terquiddo. Documenti relativi al XIV e XV secolo ci lasciano chiaramente intendere che accanto a Siligo si trovava infatti un’altra sede umana detta Cherchedu, indicato anche con altri toponimi quali Querqueto o Terquiddi. Il borgo, di modeste dimensioni, versava a titolo di imposta fondiaria una dada di 35 lire alla signoria dei Doria. Le vicende storico-politiche di Cherchedu tra il secolo XIV e XV, furono strettamente accomunate a quelle di Siligo.