Impara i canti natalizi e la messa in latino dal parroco del paese. Canta in chiesa durante le novene,
nei riti della Settimana Santa e alle messe solenni. Poi inizia a cantare nelle piazze con i cantadores,
considerati da sempre i pilastri del canto sardo.
La madre si risposa con un impiegato del comune, e tutta la famiglia da Via Brigata Sassari
si trasferisce nella nuova casa in via Vittorio Emanuele, una casa che oggi non c’è più, perché ha
lasciato posto al monumento a lei dedicato dall’Amministrazione Comunale a nome del paese di Siligo
e di tutti quelli che la hanno amata e stimata. Ed è proprio da una delle finestre
di questa casa (come dirà in diverse occasioni), che Maria guarda spesso l’orizzonte immaginando oltre
quella linea fra cielo e terra il suo futuro. Sogna un mondo dove potrà riscattarsi da quella condizione
che lei e tutte le donne sarde vivono.
Nel 1957, a 23 anni, è eletta Miss Sardegna. Inizia così a delinearsi per Maria la nuova strada da percorrere.
Il paese le diventa sempre più stretto, così nel 1958 lascia Siligo e parte per Roma.
Nel 1960 sposa Salvatore Laurani, uno sceneggiatore abbastanza noto nel mondo del cinema, e si
stabilisce definitivamente nella capitale, ma ritorna spesso in Sardegna a raccogliere dalla viva
voce degli anziani i canti, le poesie, le melodie e contemporaneamente studia e fa ricerca presso
il Centro Studi di Musica Popolare dell’Accademia di S. Cecilia a Roma.
In Sardegna collabora con Don Giovanni Maria Dettori, sacerdote silighese, studioso,
esperto conoscitore della lingua sarda, dei canti, della poesia e lui stesso poeta riconosciuto
nei più importanti Premi della Sardegna. Da lui impara il canto gregoriano e antiche melodie in lingua sarda.
La sua carriera inizia ufficialmente nel 1972 quando Ennio Morricone le fa incidere la sigla dello sceneggiato
TV “Mosè”, anche se il suo primo disco “Paradiso in Re” esce nel 1971 e al quale seguono fra i più
importanti “Delirio” e “Nuovo Maggio” (1973), “Dies irae” (1974),
“Vi canto una storia assai vera” – un insieme di canti popolari
e di protesta politica – (1976), “La voce e i canti di Maria Carta” I e II vol. (1977), “Umbras” (1978),
“Aidiridiridinni” (1979), “Sonos de memoria” (1985), fino ad arrivare al suo ultimo CD, quasi tutto in italiano, “Le memorie della musica” (1993).