Le lezioni degli innumerevoli corsi tenuti non erano di tipo cattedratico, ma caratterizzate da un costruttivo confronto con gli studenti che, oltre ad avere positive ricadute sulla loro formazione, suscitava sugli stessi forte ammirazione e grande stima, sia nel prosieguo degli studi, che nella successiva attività professionale, e gli consentirono di diventare una figura di riferimento per tanti Veterinari che in lui vedevano un’indiscussa autorità sempre disponibile a preziosi consigli.
La sua attività di ricerca, testimoniata da oltre 200 pubblicazioni, ha spaziato dall’anatomia patologica all’ispezione degli alimenti, ma è sicuramente allo studio della parassitologia che ha dedicato la maggior parte delle sue energie. Unica la sua visione di tale disciplina il cui studio era costantemente finalizzato al miglioramento delle produzioni e, contestualmente, al processo socio-economico degli allevatori sardi. Troppo lungo sarebbe anche il solo citare i principali filoni di ricerca da lui affrontati e che hanno spaziato in tutti i campi della Parassitologia.
Impossibile non ricordare però il fondamentale contributo dato allo studio dell’Echinococcosi/Idatidosi e delle innumerevoli problematiche connesse al suo controllo, cui diede un’impronta personale, ricca di contributi fondamentali, derivategli da una profonda conoscenza del problema, acquisita con anni di ricerca in laboratorio e sul campo. Autorità indiscussa anche a livello internazionale fu uno dei principali artefici del “Piano di eradicazione dell’Echinococcosi/Idatidosi in Sardegna” che, con grande suo rammarico, per motivi non certo a lui imputabili, non raggiunse gli obiettivi sperati. Ma questo servì da stimolo per analizzarne le cause e proporre misure alternative di controllo della parassitosi basate sul prevalente coinvolgimento culturale e economico degli allevatori, senza il quale qualsiasi piano sarebbe stato destinato all’insuccesso.